Renato Mambor artista d’avanguardia in mostra alla Tornabuoni Arte

Fino al 30 novembre alla Tornabuoni Arte di Firenze è possibile ammirare le opere dell’artista Renato Mambor attraverso una selezione di dipinti ed installazioni che permettono di approfondire la conoscenza di un grande interprete dell’arte del suo tempo. Artista d’avanguardia nella Roma di metà Novecento, insieme a Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa e Cesare Tacchi Mambor si rivelò personaggio eclettico e figura di primo piano della Scuola romana di Piazza del Popolo, legando il suo nome non solo all’arte, ma anche al cinema, recitando una piccola parte ne “La Dolce Vita” di Fellini e in altre pellicole degli anni d’oro del cinema italiano. La sua prima esposizione e il conseguente approdo nel mondo dell’arte ebbe luogo nel 1959 alla Galleria “L’ Appia Antica“, portandolo di li a poco a riconoscimenti e premi importanti, come quello conferitogli dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna. Nel corso della sua esperienza da artista Renato Mambor ebbe il merito di indagare una molteplicità di linguaggi che lo portarono a diventare vero e proprio sperimentatore delle arti e a sconfinare dalla pittura alla fotografia, dal cinema alle installazioni per il teatro, fino all’arte performativa, anticipando di almeno 30 anni i futuri artisti, celebri ai nostri giorni per i loro successi legati al linguaggio del corpo e alle performance dal vivo.

 

Un linguaggio totalmente votato all’indagine delle forme e alla profonda conoscenza di sè, un’evoluzione artistica che troviamo esposta in mostra in ogni suo passaggio, fino ai recenti anni duemila, attraverso le opere che ripercorrono i cinquantacinque anni di carriera di Renato Mambor, coinvolgendo lo spettatore in un dialogo estremamente creativo dal gusto tutto contemporaneo. La mostra in programma alla Tornabuoni Arte di Firenze è realizzata a cura di Federico Sardella in collaborazione con l’Archivio Mambor. L’esposizione è accompagnata da un interessante documentario sulla vita dell’artista, realizzato della regista Gianna Mazzini, in cui si ha modo di approfondire tutto il periodo teatrale e la fase di sperimentazione dell’arte performativa, consentendo di avere un quadro più che completo su questo grande personaggio del mondo dell’arte romana, italiana ed internazionale.

Testo e fotografie a cura di Simone Teschioni
©Levento.eu


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