Il moto perpetuo negli studi di Leonardo da Vinci

Al Museo Galileo di Firenze, in programma fino al 12 gennaio 2020, troviamo riprodotti in mostra gli studi di Leonardo da Vinci sul moto perpetuo delle sfere celesti, argomento che ha stimolato nel corso dei secoli l’immaginazione e l’ingegno di un gran numero di studiosi, ingegneri e scienziati, accompagnati dall’esposizione dei testi a cui il genio toscano si è ispirato e ha basato i suoi studi e la sua formazione. Gli studi sul moto perpetuo sono presenti in Leonardo fin dai primi fogli datati 1478, si può dire infatti che l’argomento abbia affascinato il genio di Vinci a tal punto da accompagnarlo per tutta la sua vita, facendolo tornare a più riprese a mettere in discussione le sue conclusioni, che lo portavano a dimostrare l’impossibilità dell’esistenza di questa forza in natura, anticipando di oltre tre secoli gli studi di James Clerk Maxwell, a cui dobbiamo l’affermazione del principio della termodinamica, nella seconda metà del XIX secolo. La mostra allestita nelle sale del Museo Galileo, come spiegato dal direttore Paolo Galluzzi, si avvale di appositi strumenti multimediali e tablet che consentono al visitatore di vivere un’esperienza sensoriale maggiore, grazie all’impiego di tecnologie di realtà aumentata, con la possibilità di accesso ad una sezione didattica in cui attraverso mini games e video, vengono illustrati i principi che muovono le macchine concepite da Leonardo, qui riprodotte attraverso l’uso di stampanti 3D. Strumenti che consentono di spiegare nel migliore dei modi al pubblico gli studi sulle principali forze messe in opposizione tra loro dallo scienziato: da un lato la spinta idrostatica con la sua accelerazione dal basso verso l’alto, contrapposta alla forza di gravità e alla sua spinta in direzione opposta.

Disegni di macchine in grado di utilizzare le due forze antagoniste, affiancati da supporti e schermi video che spiegano gli esperimenti condotti nel corso del tempo sulla ricerca del moto continuo, come attestato anche dai fac-simile dei manoscritti antichi che fin dal XIII secolo, mostrano i primi studi condotti nel Medio Oriente da maestri e ingegneri dell’epoca. Un percorso curato da Andrea Bernardoni e Juliana Barone, realizzato in collaborazione con la Birkbeck-University of London e la Ravensbourne Univeristy, che si colloca all’interno del progetto di ricerca FISR, avvalendosi del patrocinio del Comitato Nazionale  per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Testo a cura di Simone Teschioni
©Levento.eu


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