L’archivio dell’attore fiorentino Paolo Poli alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia

Dopo l’inaugurazione della mostra dedicata ad Emilio Isgrò, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, nella figura dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma, si arricchisce di un’importante donazione annunciando l’acquisizione dell’archivio personale dell’attore fiorentino Paolo Poli. Una donazione avvenuta grazie a Lucia Poli e Andrea Farri, sorella e nipote del celebre e poliedrico attore, che comprende e documenta la carriera di Poli includendo al suo interno anche i lavori di regista, cantante e autore degli spettacoli dagli anni Cinquanta fino alle recenti produzioni degli anni Duemila. In occasione dell’ufficialità della donazione, avvenuta alla presenza degli eredi, Milena Vukotic, Rodolfo Di Giammarco e Pino Strabioli, abbiamo intervistato la professoressa Maria Ida Biggi, direttrice dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma.

Direttrice come nasce l’occasione di questa donazione? Perché la Fondazione Cini e Venezia?
L’archivio di Paolo Poli è un grande arricchimento per l’Istituto: i materiali di questo artista, che è senza dubbio uno dei pilastri del teatro italiano, danno un apporto fondamentale alla linea di ricerca sul secondo Novecento teatrale che l’Istituto sta portando avanti da diversi anni. Quando abbiamo definito l’accordo di donazione dell’archivio della scenografa Santuzza Calì, che per anni è stata stretta collaboratrice di Paolo, è stata lei stessa a parlare della propria decisione con la famiglia di Paolo Poli, che quindi ha pensato di donare a noi anche questo archivio; così è partito tutto, e la loro scelta è stata una conferma del prestigio della nostra istituzione e del valore del nostro lavoro. A oggi, l’Istituto conserva gli archivi e le biblioteche di numerosi uomini e donne di teatro del secondo Novecento italiano: tra questi, Luigi Squarzina, Maurizio Scaparro, Pierluigi Samaritani, Mischa Scandella, Arnaldo Momo e Giovanni Poli.

Quando è stata contattata in merito alla donazione, a cosa ha pensato?
Che l’archivio di Paolo Poli fosse senza dubbio una tra le più importanti e prestigiose acquisizioni dell’Istituto. Il fatto che Andrea Farri e Lucia Poli, rispettivamente nipote e sorella di Paolo, abbiano scelto di donare a noi questi materiali, è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione: un segnale importante, a conferma del prestigio scientifico del nostro lavoro di ricerca e divulgazione.

Come saranno conservati i documenti?
Tutti i documenti e l’intero fondo fotografico sono stati messi in sicurezza all’interno di contenitori per la conservazione, e riposti all’interno di una stanza dedicata alla tutela degli archivi. L’opera di inventariazione, digitalizzazione e schedatura dei materiali del fondo, inoltre, è già stata avviata; le fotografie e i documenti già riprodotti sono consultabili sul nostro sito web, alla voce Paolo Poli della pagina dedicata ai nostri fondi d’archivio: una piattaforma che sarà costantemente implementata, mano a mano che il lavoro di digitalizzazione andrà avanti.

Quali le iniziative che consentiranno di valorizzare al meglio l’archivio Poli?
Con il consueto approccio che l’Istituto riserva a tutti gli archivi, porteremo avanti, nel corso dei prossimi anni, un lavoro di valorizzazione e diffusione presso un pubblico specializzato e non, promuovendo iniziative culturali, pubblicazioni, studi approfonditi, esposizioni e consultazioni dei materiali del fondo. Appena possibile organizzeremo un grande convegno di studi, di cui pubblicheremo gli atti, per affrontare il lavoro di Poli con un approccio scientifico e collocare la sua opera nel filone degli studi teatrali. Ci piacerebbe inoltre lavorare a una mostra monografica su Paolo e sul suo teatro. Parallelamente a queste attività, porteremo avanti le operazioni ordinarie di conservazione archivistica dei materiali documentali.

Testo e intervista a cura di Simone Teschioni
©Levento.eu


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