Gipi e le sue storie d’artista in mostra a Palazzo Blu

Partendo dal terzo piano, proprio a fianco delle sale che ospitano le opere della collezione permanente della Fondazione Palazzo Blu, troviamo a Pisa la mostra dedicata all’artista Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, dove protagoniste sono tutta una selezione di vignette e tavole inedite che ripercorrono attraverso quattro opere molto diverse tra loro, l’arte e la carriera del grande maestro della graphic novel. Il ciclo di esposizioni estive di Palazzo Blu si arricchisce così di un grande nome, un profeta in patria si potrebbe quasi dire, essendo Gipi nato proprio a Pisa nel 1963. La mostra in programma fino al 13 ottobre 2019 inizia il suo percorso dalle tavole che hanno poi dato vita al fumetto “La terra dei figli” del 2016 dove, come suggerito dall’artista, lo scenario quasi post apocalittico in cui si svolge la vicenda è dominato “dalla morte della cultura, che a sua volta ha causato la fine della civiltà”. Un figlio che non riesce a leggere il diario del padre, un paesaggio desolato in cui si è persa ogni memoria storica e il presente è connotato da una continua incertezza. Memoria storica che invece riaffiora nelle pagine di “una storia“, volume con cui l’artista nel 2014 è entrato a far parte della selezione dei dodici finalisti del Premio Strega, portando per la prima volta all’interno delle fasi finali del concorso un romanzo a fumetti. Mai infatti una graphic novel era stata segnalata per ricevere un premio letterario, ma a ben vedere le tavole e disegni esposti a Pisa, si capiscono molto bene le ragioni che hanno condotto la giuria a questa decisione spartiacque che ha di fatto segnato la critica contemporanea. Il romanzo a fumetti “una storia” si apre non a caso con le parole “dammi risposte complesse”, una richiesta che contraddistingue l’intero intreccio narrativo, a cui fa da sfondo il disegno scelto anche per la copertina del volume, con al centro il celebre albero spoglio, testimone inconsapevole e silenzioso a cui si contrappone l’immagine di una stazione di servizio (in mostra tav. 61), prima al tramonto, poi a notte fonda e infine all’alba. Tre immagini messe insieme in un unica composizione, che da un punto di vista cromatico e scenico non hanno nulla da invidiare ai quadri di Edward Hopper.

Le altre tavole che troviamo in mostra proseguono poi nella ricca selezione composta da ben trentatré disegni realizzati per il libro “Appunti per una storia di guerra“, per concludersi infine al pian terreno di Palazzo Blu nella sala dedicata alla prima raccolta dei lavori di Gipi, tutti contenuti nel libro “Esterno notte“, di cui troviamo in mostra i disegni originali tratti dalle storie “Le facce nell’acqua”,Le cinque curve“,  la cui tavola centrale va a comporre la copertina del catalogo della mostra edito da Felici Editore, accompagnati infine da una selezione di disegni di “Muttererde“. Tutte le opere che compongono questa selezione sono eseguite a gesso, olio e pennarello su cartone telato, una tecnica pittorica che nonostante abbia fruttato a Gipi  la vittoria del Premio Micheluzzi nel 2004, come confessato dallo stesso artista, fu abbandonata per “favorire la concentrazione su caratteri e narrazione“, adottando così nel proprio metodo di lavoro una tecnica “più leggera“.
Nelle opere di Gipi esposte a Palazzo Blu, come nei disegni che troviamo all’interno di altre sue narrazioni, ciò che più riusciamo ad apprezzare, oltre al linguaggio e alla mano dell’artista, è la caratteristica per cui a parlare non sono solo i personaggi delle storie, ma sono soprattutto i paesaggi che nell’equilibrio delle varie trame diventano particolarmente funzionali alla narrazione, grazie alle loro forme e ai loro colori, e che grazie a questa mostra vengono esaltati più di un qualsiasi e semplice testo.

Testo e fotografie a cura di Simone Teschioni
©Levento.eu


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