Alla scoperta dei segreti della Colonna Traiana

Dal 21 giugno alla Limonaia del Giardino di Boboli torna l’appuntamento in mostra con l’allestimento dedicato all’archeologia, che vede quest’anno protagonista fino al 6 ottobre 2019 l’esposizione di approfondimento sui segreti della Colonna Traiana. Curato da Giovanni di Pasquale con la collaborazione di Fabrizio Paolucci, il percorso dal titolo “L’arte di costruire un capolavoro: la Colonna Traiana” mette in luce, grazie ad un accurato studio basato su di un approfondita analisi storica, archeologica ed iconografica, non solo il punto di vista ingegneristico che permise all’epoca la costruzione del monumento, ma l’intero processo creativo dell’opera, ricreando attraverso precisi modellini e supporti video, gli strumenti e le tecniche impiegate fin dall’estrazione dei ventinove monumentali blocchi di marmo, prelevati dalla cave delle Alpi Apuane. Non vantando la fortuna di una consultazione diretta dei documenti dell’epoca, di fatto dispersi, è stato comunque possibile grazie al supporto e all’ausilio di esperti ricostruire i vari passaggi che hanno consentito la nascita di questo importante monumento, voluto dall’imperatore Marcus Ulpius Nerva Traianus per celebrare le imprese di conquista della Dacia, approfondendo così anche le tecniche di estrazione e trasporto dei giganteschi blocchi di marmo, del peso di oltre trenta tonnellate ciascuno, scaricati al porto fluviale sul Tevere e infine trascinati fino al cantiere predisposto nell’area dei Fori.

Blocchi che apprendiamo essere stati non solo scolpiti all’esterno ma lavorati anche all’interno: veri e propri imponenti cilindri di marmo sovrapposti con precisione l’uno sopra l’altro, che presentano nascosta una perfetta scala elicoidale, che consentiva la salita interna del monumento e da un punto di vista tecnico, i vari interventi per il fissaggio e conservazione dello stesso. La mostra, forte della ricchezza di tutti questi focus storici, si apre al visitatore anticipata dal busto dell’imperatore Traiano e da due statue classiche di epoca romana, poste in origine all’ingresso settentrionale del Giardino di Boboli, che ritraggono il volto di due Daci, popolo appacificato dalla conquista romana, riassunta e scolpita a gloria eterna nella colonna capitolina, di cui troviamo in mostra oltre ai vari strumenti da lavoro, un calco in gesso di uno dei rilievi. Le opere che arricchiscono l’allestimento, supportato dai supporti multimediali realizzati a cura del Museo Galileo, provengono da oltre venti musei, come il preziosissimo arazzo raffigurante l’imperatore Traiano che discute la realizzazione della colonna con Apollodoro di Damasco, autore del progetto.

Testo e fotografie a cura di Simone Teschioni
©Levento


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