Tutto pronto per il “nuovo” Corridoio Vasariano, un anno e mezzo di lavori per un investimento di 10mln di euro

Un anno e mezzo di lavori e un investimento totale di circa 10 milioni di euro, questi i numeri del progetto esecutivo legato alla riapertura del Corridoio Vasariano, chiuso al pubblico nel 2016 per ragioni di sicurezza. Un progetto che oltre ad apportare migliorie strutturali al percorso, come l’abbattimento delle barriere architettoniche, garantendo così la completa accessibilità per i disabili, l’apertura di 73 finestre molte delle quali fin ora oscurate, cinque nuove uscite di sicurezza e l’installazione di un impianto di climatizzazione e riscaldamento, porterà il Corridoio Vasariano ad essere nuovamente aperto al pubblico con una stima prevista di oltre 500.000 visitatori l’anno. Realizzato da Giorgio Vasari nel 1565 su volontà del Granduca Cosimo I, in occasione del matrimonio del figlio Francesco I con Giovanna d’Austria, il nuovo percorso di visita, a differenza del precedente, partirà dal pian terreno dell’ala di Ponente, più precisamente dalla sala adiacente all’Auditorium Vasari, dove sarà collocata insieme al nuovo ingresso anche un’autonoma biglietteria. Prima dell’inizio della visita sarà proiettato al pubblico un video sulla storia della famiglia Medici e sulla costruzione del Vasariano, introducendo così a livello storico la genesi dell’opera. Il Corridoio sarà percorribile in una sola direzione, dagli Uffizi verso Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli, per un massimo di 125 persone alla volta. Circa il nuovo allestimento tante sono anche qui le novità che troviamo, a partire dalla rimozione della collezione dei 700 dipinti, tra i quali parte della collezione degli “Autoritratti”, per ragioni legate ad una migliore conservazione e tutela delle opere. Come spiega infatti lo stesso direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, “all’interno del Corridoio Vasariano, si registravano temperature molto alte nel periodo estivo e viceversa molto fredde in inverno, tali da poter influire in negativo sui dipinti. Gli autoritratti saranno visibili entro questa estate nella loro nuova collocazione, al primo piano della Galleria delle Statue e delle Pitture“.

Al posto dei dipinti troveremo esposti la bellezza di ben 30 sculture antiche, accompagnate da una raccolta di iscrizioni greche e romane, rimaste nei depositi delle Gallerie degli Uffizi dagli anni ’80 dell’ Ottocento, a cui si aggiunge anche tutta la serie di affreschi cinquecenteschi, che decoravano l’esterno delle volte del Ponte Vecchio, restaurati nel secolo scorso, anch’essi attualmente nei depositi del museo. A chiudere le novità legate all’allestimento troviamo infine due sale a vocazione storica che accoglieranno il memoriale dedicato all’attentato dei Georgofili del 1993 e alla devastazione nazista della notte del 4 agosto 1944, in cui furono fatti saltare tutti i ponti della città. Nella prima sala, posta all’incirca all’inizio del percorso di visita, insieme a gigantografie su lamina su cui sono riprodotte le foto dell’attentato mafioso che causò la morte di cinque persone, saranno presenti anche le opere danneggiate dall’esplosione, tra cui i “Giocatori di Carte” di Bartolomeo Manfredi, recentemente restaurato, per quel che ne è stato possibile, e la “Natività” di Gherardo delle Notti. La seconda sala adibita a memoriale, dedicata alla distruzione dei ponti da parte delle truppe naziste, si troverà invece appena passato Ponte Vecchio, con all’interno sempre ingrandimenti su lamina delle foto storiche, che documentano nel tempo la tragicità di quell’evento.
Il costo del biglietto per accedere al Corridoio Vasariano oscillerà dai 45 euro per l’alta stagione (1 marzo – 31 ottobre) ai 20 euro in bassa stagione (1 novembre – 28/29 febbraio), per le scolaresche il biglietto sarà invece interamente gratuito. In occasione della riapertura del percorso che collega le Gallerie degli Uffizi a Palazzo Pitti è inoltre prevista la possibilità di un unico “biglietto XXL”, che consentirà la visita anche di Palazzo Vecchio, del Giardino di Boboli, Forte Belvedere e del Giardino Bardini.

Testo a cura di Simone Teschioni
©Levento


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