“Le vie della porcellana tra Vienna e Firenze”, a Palazzo Pitti i fragili tesori dei Principi

Dopo la mostra della serie “Omaggio al Granduca” dedicata alle porcellane Ginori della produzione di Doccia, arriva a Palazzo Pitti la grande esposizione che raccoglie grazie ad illustri prestiti e collaborazioni, cristalli, avori, dipinti, sculture e le finissime porcellane eseguite negli anni del Granducato di Toscana, durante gli anni della reggenza lorenese. In programma dal 13 novembre al 10 marzo 2019, con questa esposizione curata da Rita Balleri, Andrea d’Agliano, Claudia Lehner-Jobst, in collaborazione con la collezione del Principe di Lichtestein, troviamo in dialogo a Firenze le principali arti dell’ottocento che hanno contribuito con la loro unione alla creazione di pregiati capolavori, specchio di elevato gusto e raffinatezza internazionale, che evocando da un lato la tradizione medicea si è saputa spingere fino alla ricerca dei tratti e dei motivi dell’arte orientale cinese. E’ infatti del 1737 l’episodio storico per cui il Conte Carlo Ginori ingaggiò senza badare a spese il famoso pittore austriaco Carlo Wendelin Anreiter de Zernfeld, che si trasferì a Firenze con la famiglia per sei anni, affinché con la sua arte potesse arricchire il pregio delle opere prodotte nella manifattura di Sesto Fiorentino. Un episodio che permise di intensificare non solo lo scambio europeo delle arti, ma allo stesso tempo garantì la nascita di un profondo legame con l’opificio viennese fondato nel 1718 da Claudius Innocentius Du Paquier.

Le porcellane qui riunite si mostrano all’interno delle vetrine, come frutto di una sapiente cooperazione artistica,  un vero e proprio specchio della cultura europea e come indice delle abitudini alimentari e mode sociali delle Corti dell’epoca. La mostra è visitabile nei consueti orari di apertura di Palazzo Pitti, dal martedì alla domenica dalle 8:15 alle 18:50.

Testo e fotografie a cura di Simone Teschioni
©Levento


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