Alessandro Benvenuti al Teatro Niccolini con “L’Avaro” di Moliere

Che la programmazione del teatro Niccolini di Firenze stia riscuotendo sempre più consensi e spettatori, è dimostrato dalla ripetuta sequenza di applausi che hanno di fatto accolto, prima, durante e a fine spettacolo l’Avaro di Molière, messo in scena da Alessandro Benvenuti nei panni di Arpagone, con la regia di Ugo Chiti. La commedia a sfondo sociale si sviluppa leggera con i personaggi che la definiscono a pieno, facendo emergere non solo nel migliore dei modi l’aspetto recitativo tra dialoghi ed espressioni, ma mostrando anche con mestiere l’aspetto comico della vicenda, alternato alla durezza espressa dall’avarizia. Lo stato d’animo dei personaggi traspare anche tramite una scelta molto accurata dei costumi, dal bianco al nero, dalle maschere agli indumenti sinonimo di contraddizioni ed emozioni. La casa buia e fredda che fa da sfondo alla maggior parte delle scene, vede nella figura di Arpagone, l’essenza della malattia legata all’interesse e al denaro, cieco strumento che sorpassa gli stessi affetti familiari. Significativo nel testo di Molière è a tal proposito il finale in cui l’avaro dopo intrecci, matrimoni programmati e servitù portate allo stremo delle forze, si ritrova di fatto solo, abbandonato, schiacciato dal peso della sua stessa condizione, in una trasposizione emotiva a metà tra la felicità e la disperazione dell’individuo. Lo spettacolo in replica fino al 5 gennaio 2017 a cura della compagnia Arca Azzurra Teatro, fa già registrare dopo il successo di ieri sera il tutto esaurito per la data del 31 dicembre.

Testo a cura di Simone Teschioni
©Levento


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